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    <title>Tiphares</title>
    <description>Articoli e recensioni della storica fanzine italiana</description>
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    <pubDate>Sun, 25 Oct 2026 12:49:34 +0100</pubDate>
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      <item>
        <title>Hurricane Polymar: Holy Blood</title>
        <description>&lt;p&gt;Al grido di 
  :”Polymar, Trasformazione!”, un ragazzo che, all’apparenza, sembra un imbranato 
  totale con un casco rosso, diventa il mitico Hurricane Polymar (Molto simile 
  a Tribal quando indossa i suoi fantastici occhialini più maragli dei miei. E 
  poi si permette di criticarmi!?!ndGoku). Direte :”Eh… una cosa così vecchia!! 
  Ma chi se la inxxxa??”. Invece no, ignoranti se non lo sapete sono usciti i 
  NUOVI OAV (aola dell’ intera redazione, con addirittura gridi di stupore). La 
  Tatsunoko (che continua a sfornare remake su remake, vedi &quot;Kyashan: il 
  mito&quot;ndRyo), in questi episodi, riassume tutta la vecchia serie con, però, 
  alcune modifiche: la più esplicita è il fatto che Teru non è più l’assistente 
  del mitico detective privato Joe Kuruma (e non è neanche lontanamente 
  simile a quella bonazza simil-Marilyn Monroe che era prima, sigh!ndRyo), ma 
  invece è la sua padrona di casa. Takeshi, invece, fa sempre l’ assistente detective; 
  lui in realtà è campione di arti marziali e figlio del capo della polizia di 
  Tokyo (caso strano). Un bel giorno, questo bel tomo riceve il suo casco rosso 
  (sinceramente lo potevano disegnare un po’ meglio) via pacco postale da una 
  sua vecchia amica di scuola, e con quel gingillo lui si picchia tutto il santo 
  giorno con i Plutoniani, che non sono alieni, ma sono una nuova specie umana 
  creata in laboratorio, con il vantaggio non indifferente delle branchie, con 
  le quali respirano sott’acqua.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/hurricane_polymar_holy_blood/%20hurricane_polymar_holy_blood_1.jpg&quot; alt=&quot;Hurricane Polymar: Holy Blood (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gli 
  uomini squalo (o Plutoniani, che dir si voglia) hanno intenzione di buttare 
  giù Neo Tokyo (e quale città sennò!ndRyo) a suon di attentati 
  dinamitardi, per poter costruire il loro impero anfibio. Ovviamente a rompere 
  le uova nel paniere ai pesciazzi è Takeshi/Polymar, che smazzuola tutti 
  regolarmente e fa esplodere le bombe lì dove la gente non si può 
  fare del male. La trama però non si limita a far questo, infatti Takeshi 
  non è l’unico a possedere i poteri di Polymar, ma anche uno dei cattivoni 
  più grossi la possiede, rendendo 
  la vita del nostro amico in calzamaglia rossa più difficile del previsto. 
  Se a tutto questo aggiungiamo che Polymar non è poi così invincibile 
  come nella serie originale e che uno dei fratelli di Takeshi (inventati per 
  l’occasione) è in realtà il capoccia dei cattivoni, direi che 
  ci troviamo di fronte ad una serie non molto originale, ma abbastanza convincente. 
  Il disegno di questi OAV è a dir poco eccezionale, con colori forti e luminosi 
  che si muovono in ambienti cupi che ricordano non poco le atmosfere del primo 
  Batman. Le scene di combattimento sono velocissime ed ultra definite:&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/hurricane_polymar_holy_blood/hurricane_polymar_holy_blood_2.jpg&quot; alt=&quot;Hurricane Polymar: Holy Blood (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;insomma 
  graficamente la Tatsunoko è risciuta a superarsi ancora una volta. Vera nota 
  dolente di tutta la produzione è un character design, che definire brutto 
  è un complimento: Takeshi è diventato così tamarro che 
  Goku in confronto sembra una personcina fine, Teru è diventata una bambina 
  rompiballe e il mitico Joe Kuruma è diventato così brutto che 
  il vecchio look da &quot;commissario Zenigata&quot; era 10 e passa volte meglio. 
  Insomma non ci siamo proprio. Consigliamo vivamente queste cassette a chi è 
  piaciuto &quot;Kyashan: il mito&quot; e ai vecchi fan di Hurricane Polymar, 
  perchè anche se la storia futuristica e fantascientifica alla fine è 
  sempre la stessa, il disegno e le musiche ne valgono la visione. Per gli otaku: 
  c’è una citazione di Judo boy (anch’essa vecchia serie Tatsunoko) negli 
  OAV. Sapreste riuscire a trovarla?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/hurricane_polymar_holy_blood/hurricane_polymar_holy_blood_3.jpg&quot; alt=&quot;Hurricane Polymar: Holy Blood (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

</description>
        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:00:00 +0200</pubDate>
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        <category>Tatsunoko</category>
        
        <category>YamatoVideo</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Vision of Escaflowne</title>
        <description>&lt;p&gt;Immaginate un 
  mondo diverso da quello che conoscete. Un posto in cui potreste alzare lo sguardo 
  verso le stelle e vedere la terra e la luna che le gira intorno alta nel cielo. 
  Un luogo popolato da uomini cane (dei coboldi versione deluxe) e uomini gatto, 
  nel quale, piuttosto che scontrarsi all’arma bianca, gli avversari preferiscono 
  infilarsi in grosse armature meccaniche (immaginate dei mobile-suit medioevalizzati) 
  chiamati Guymelefs e affrontarsi con essi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_1.jpg&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Immaginate un mondo in cui potete essere quello che volete e fare quello che 
  vi pare, un mondo di assoluta libertà, un mondo soltanto vostro in cui 
  (WDIM? Quante volte ti ho detto di non fumare quella roba in redazione!ndRyo)(Ryoooo! 
  Cosa dici. Questa roba è di grande aiuto mentre scrivo una recensione. 
  Ti espande la mente verso l’universo e gli altri. Ormai la mia mente è 
  dentro la tua e la tua…)(E dammi quella robaccia!ndRyo seccato che strappa 
  il rotolo fumante di script di Evangelion dalla bocca di WDIM). OK, non fate 
  caso a questo piccolo inconveniente. Se vi foste rotti di immaginare questo 
  e quello come me, potreste cercare di recuperare i 26 episodi che compongono 
  &quot;Vision of Escaflowne&quot; (magari sottotitolati) e guardarveli. Se non 
  vi fosse possibile, continuate pure a leggere questa recensione. La protagonista 
  della serie è Hitomi Kanzaki (15 anni) una classica studentessa liceale 
  giapponese iscritta al club di atletica e innamorata di Amano Susumu, suo compagno 
  nel club. Hitomi è famosa tra le sue amiche per la sua abilità 
  nel leggere i tarocchi (e da quando le arance si leggono?ndRyo spiritosone) 
  e predire il futuro.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_2.jpg&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Venuta a sapere dell’intenzione di Amano di trasferirsi 
  in un’altra città, gli chiede se vuole essere il primo ragazzo a baciarla, ma solo se Hitomi prima, 
  riuscirà a correre i 100 m in meno di 13 secondi. Hitomi inizia la sua 
  corsa; cronometrata da Amano grazie al ciondolo di Hitomi stessa, ricordo della 
  nonna, che possiede le proprietà di scandire perfettamente i secondi 
  se agitato a mo’ di pendolo. La corsa viene interrotta da un fulmine, dal quale 
  appare un ragazzo armato di spada, e da uno squarcio nello spazio da cui compare 
  un drago minaccioso. Dopo una lunga lotta, il ragazzo riesce ad uccidere il 
  drago. Una volta morto, gli si avvicina e gli strappa il cuore dal petto. Ormai 
  finito il trambusto, ed arrivato il momento dei chiarimenti, ma improvvisamente 
  una luce proveniente dal cielo investe il ragazzo sconosciuto (Van Fanel) e 
  Hitomi, trascinandoli in alto. Amano cerca di raggiungere Hitomi e di afferrarle 
  una mano, ma tutto quello che riesce a fare è di passarle il ciondolo, 
  prima che Van e Hitomi scompaiano lentamente nella luce.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_3.jpg&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quando Hitomi riprende i sensi, si trova in un luogo sconosciuto circondato 
  da erba e alberi.
  Alza gli occhi verso il cielo stellato e vede la terra e più piccola, 
  accanto ad essa, la luna.
  Ricongiuntasi con Van, Hitomi viene portata nella sua città, il cuore 
  del regno di Fanelia, di cui lui è il principe, e scopre di trovarsi 
  in un luogo chiamato Gaea.
  Recuperare il cuore del drago era la prova da superare per poter diventare re 
  di Fanelia, e rappresenta anche la fonte di energia per l’Escaflowne, un Guymelefs 
  molto potente costruito da un’antica razza e capace di trasformarsi in un drago.
  Mentre la città è in festa per la prossima incoronazione, Fanelia 
  viene attaccata dall’impero di Zaibach. I Guymelefes di Zaibach, un impero molto 
  avanzato tecnologicamente, sono nettamente superiori e Van si vede costretto 
  ad attivare l’Escaflowne per combattere. Dopo aver abbattuto alcuni nemici, 
  Van si ritrova circondato e senza via di scampo; ed ecco che di nuovo appare 
  una luce dal cielo, trasportando lontano Van, Hitomi e l’Escaflowne. Ormai senza 
  più un regno, Van, insieme a Hitomi vaga per Gaea cercando di sfuggire 
  alle truppe di Zaibach, capitanate da Dilandau, un pazzo scatenato deciso a 
  catturarli nel tentativo di recuperare quello che definiscono il drago. Nella 
  loro fuga, incontrano Allen Schezar, uno dei migliori guerrieri di Asturia ed 
  ex allievo di Valgus, capo militare di Fanelia, e Melulu, una ragazza dalle 
  sembianze di gatto, allevata insieme a Van.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_4.webp&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo la resa di Asturia a Zaibach senza colpo ferire, Allen si unisce a Van 
  e a Hitomi nella loro fuga. Il nuovo gruppo prende ad attraversare Gaea alla 
  ricerca di alleati contro Zaibach e delle motivazioni che hanno causato questo 
  conflitto che va via via allargandosi.
  Arrivano infine a Freid, un regno dove la religione gioca un ruolo fondamentale, 
  governato dal principe Cleido, che dopo la morte della madre ha dovuto passare 
  di ruolo seppure ancora bambino. Nonostante la resistenza, anche Freid si arrende 
  a Zaibach e Hitomi &amp;amp; co. devono nuovamente riprendere la fuga.
  Il loro peregrinare li porterà a scoprire la causa delle loro continue 
  fughe e delle disgrazie che sembrano colpirli e a scoprire cosa muove Zaibach 
  nella sua conquista, oltre che sconcertanti rivelazioni sul passato di Gaea 
  e dei vari personaggi.
  Ho parlato più del solito (Eggià! Te possino…ndRyo che batte 
  la sua recensione al computer) della storia per far entrare un po’ nell’atmosfera 
  che legge questa recensione, e nonostante tutto, ci sarebbe molto altro da dire. 
  Oltre che intorno al conflitto con Zaibach, la storia ruota molto sulle magagne 
  sentimentali di Hitomi e degli altri personaggi (si 
  vede che WDIM non è fidanzato…ndRyo).
  Vision of Escaflowne è stata trasmessa dal 4/2/96 al 9/24/96, quasi contemporaneamente 
  ad Evangelion (vedere due serie così nello stesso periodo deve essere 
  il massimo)(mi ricordano i bei vecchi tempi, quando facevano Ken il guerriero 
  e subito dopo Maison Ikkoku, sigh!ndRyo).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La storia originale è di Shoji Kawamori. L’idea gli viene prima ancora 
  di iniziare a lavorare a Macross Plus. Kawamori fu poi contattato dalla Bandai, 
  finiti i progetti sui vari Macross, che gli diede il via libera per Escaflowne.
  Il character design dei personaggi è di Nobuteru Yuki (Nobuteru &quot;prezzemolo&quot; 
  Yuki? Ma questo qui sta dappertutto?ndRyo) e si notano i classici nasi 
  che non finiscono più. Nonostante sia un design particolare, ci si fa 
  presto l’abitudine (a me piace.ndGoku)(anche a me, che hai capito?).
  La regia e la supervisione sono sempre di Kawamori, mentre le musiche sono affidate 
  a Yoko Kanno (Bokutama, Macross Plus)(la adoro)(anche io e Char facciamo parte 
  del club &quot;Facciamo Yoko Kanno presidente della Repubblica, o al massimo 
  facciamo fuori i Ragazzi italiani&quot;.ndRyo) e Hajime Mizoguchi, ed eseguita 
  dall’orchestra filarmonica di Varsavia (ma non era quella di Roma?ndRyo)(anche, 
  dipende dal CD). Bisogna dire che le musiche sono molto particolari. Spaziano 
  da sonorità classiche a canti gregoriani veri e propri. Se ascoltate 
  astrattamente possono sembrare strane, ma all’interno dell’opera producono un 
  forte impatto e creano un’atmosfera unica. Sentire brani come &quot;Escaflowne&quot; 
  mentre viene attivato l’Escaflowne, o &quot;Dance of Curse&quot; durante il 
  1° combattimento, ammetto che mi ha fatto una grande impressione.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_5.webp&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tecnicamente, 
  la serie è all’avanguardia. Ad una animazione molto buona, si unisce 
  un’abbondante uso di computer graphics, come già in Macross Plus e Macross&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
  &lt;li&gt;In Esca la grafica computerizzata viene utilizzata con un discreto giudizio. 
  Al di là di alcunni effetti non troppo piacevoli per l’occhio, in genere 
  la c.g. valorizza l’opera. Belli gli effetti di mimetizzazione termottica alla 
  &quot;Ghost in the shell&quot; dei Guymelefs di Zaibach.
  Dopo aver visto Evangelion, non pensavo di poter rimanere così impressionato 
  dalla realizzazione di un’altra serie. Invece la mia opinione, dopo aver visto 
  i primi 2 episodi della serie, è stata: &quot;impressionante&quot;. Verso 
  il 26° episodio ormai non fai quasi più caso ai Guymelefs 
  e alle cittadelle che scompaiono, nè ai vari giochetti in c.g., anche 
  se l’impressione di fondo non cambia. Kawamori sta lavorando al film di Esca. 
  Dovrebbe uscire tra un anno e il rapporto tra film e serie dovrebbe essere lo 
  stesso che corre tra il film di Macross e la serie (ossia un megacollage degli 
  episodi più parti inedite.ndRyo)&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/escaflowne/escaflowne_6.jpg&quot; alt=&quot;Vision of Escaflowne (immagine 6)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In definitiva Vision of Escaflowne, se pur con qualche calo narrativo, soprattutto 
  nella parte finale della storia, è un’ottima serie (sicuramente una delle 
  migliori degli ultimi tempi)(segnatevi queste parole, perchè WDIM non 
  le dice spesso…ndRyo) sia per realizzazione, sia musicalmente. Se avete la 
  possibilità, vedetevelo. Se non ce l’avete ascoltatevi qualche BGM (BackGroundMusic.ndRyo). 
  Se non potete fare neppure quello, ritorniamo all’inizio: immaginatevelo.
  Come ultima osservazione, da notare il fatto all’introduzione di ogni episodio 
  viene mostrata una carta dei tarocchi, che dovrebbe rappresentare la puntata. 
  La carta del primo episodio è la &quot;Torre&quot; (la carta più 
  sfigata che esista), quella del secondo è il &quot;Fusco&quot; (se conoscete 
  i Tarocchi, ma non avete presente questa carta, non vi preoccupate, è 
  più che normale) e rappresenta il coraggio. Se mai vi capitasse di pescarli 
  in sequenza, fate gli scongiuri (toccatevi le corna come fa il Muflone…) o 
  ancora meglio, se vi capitasse di possedere un mazzo con una carta come il &quot;Fusco&quot;, 
  bruciatelo in nome della Divinità dei manga (grazie dell’offerta.ndGoku). 
  Mi accingo a salutare tutti i lettori di Tiphares e … (ed ecco, una luce proveniente 
  dal cielo investe WDIM e lo trasporta lentamente in alto… in alto… in alto…ndRyo)(Ouch!ndWDIM 
  che ha centrato il soffitto).&lt;/p&gt;
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        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:00:00 +0200</pubDate>
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        <category>DynamicItalia</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>El Hazard: The Magnificent World</title>
        <description>&lt;p&gt;Volete sapere in 
  poche parole cos’è il fantastico mondo di El Hazard? Avete presente quando di 
  notte sognate il vostro Harem pieno di donne stupende con vestiti arabeggianti, 
  dove la più brutta, con la sua bellezza, farebbe sfigurare la Schiffer? No?!? 
  Allora o siete donne o siete come Tribal: nei sui sogni o si mangia di tutto, 
  ma ultrapiccante, o ci si picchia in allegria. Se non avete presente fatevelo 
  raccontare, l’unica differnza è che a El Hazard (che non è la contea dove corre 
  il Generale Lee) c’è un po’ di storia, mista con tante belle donne, naturalmente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/el_hazard/el_hazard_1.jpg&quot; alt=&quot;El Hazard: The Magnificent World (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cominciamo: il giovane (e Sborillo) Makoto Mizuhara, uno studente modello del 
  Liceo Shinonome, scopre che il presidente degli studenti del liceo, Katsuhiko 
  Jinnai, ha comprato le ultime elezioni degli studenti. In questo conflittuale 
  inzio ci si mettono in mezzo Nanami Jinnai, sorella giornalista di K. Jinnai, 
  e il senso di inferiorità di Katsuiko rispetto a Makoto, che però non riesce 
  ad accettare. In più nella scuola vengono trovati reperti archeologici antichissimi. 
  Quella sera stessa, a scuola, si trovano i nostri tre protagonisti più il professor 
  Fujisawa, e qui accade il fatto: dalle antiche rovine appare una luce che blocca 
  il tempo e tutte le persone, tranne Makoto: lui, capita la provenienza della 
  luce, si reca alle rovine, poste nella cantina della scuola, da dove esce una 
  ragazza da favola, anzi la seconda, perchè anche Nanami non si butta via subito 
  (anche Goku appartiene 
  al club &quot;Basta che respiri&quot;….ndRyo).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/el_hazard/el_hazard_2.jpeg&quot; alt=&quot;El Hazard: The Magnificent World (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Questa nuova conoscenza non 
  fa molti complimenti, salta addosso a Makoto dicendo che sono millenni che lo 
  aspetta (perchè queste cose non capitano mai a me? NDtutta la redazione all’unisono, 
  tranne Ryo che sta giocando al picchia-tutto di Sailor Moon, quindi non ragiona 
  più)(Moon prism power Make up!ndRyo) e che a bisogno di lui. Ed in quattro e 
  quattro quarantaquattro si trova con Fujisawa ad El Hazard. Lì, nel caos 
  assoluto, i due salvano la principessa Rune Venus di Roshtalia, assalita dai 
  Bugrom (insettoni schifosi), grazie soprattutto a Fujisawa che si scopre dotato 
  di superpoteri ,ma solo quando è sobrio, il che per un ubriacone è quasi una 
  maledizione. Makoto invece diventa un principessa, non per strane operazioni, 
  ma perchè somiglia moltissimo a Fatora, sorella di Rune Venus rapita dalla tribù 
  delle ombre. K. Jinnai, anche lui a El Hazard, diventa capo dell’ esercito Bugrom 
  che muove alla conquista di Roshtalia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/el_hazard/el_hazard_3.jpg&quot; alt=&quot;El Hazard: The Magnificent World (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma anche 
  Nanami è qui, persa però nel deserto. I Bugrom, sotto il comando di Jinnai 
  invadono uno ad uno i regni alleati. Tutti capi chiedono a Rune Venus di disigillare 
  &quot;L’occhio di Dio” potentissima arma che gira intorno alla terra come fosse 
  una luna. Questa è utilizzabile solo da due principesse d’accordo: Rune Venus 
  e Fatora; quindi senza la seconda l’alleanza si sarebbe sciolta e i Bugrom avrebbero 
  vinto. Ma per fare ciò bisogna chiamare i tre saggi, e l’ unica persona 
  degna di farlo è una principessa: e chi, se non Makoto nei panni di Fatora? 
  Provate a immaginare chi sono i tre saggi: tre bei pezzi di.. angelo, con età 
  comprese tra 17 anni della stupenda Sheera-Sheera (non si vede neanche che è 
  la mia preferita) passando per i 20 circa di Afra Marn, fino ai 20 e più della 
  dolcissima Miz Mishtal.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/el_hazard/el_hazard_4.webp&quot; alt=&quot;El Hazard: The Magnificent World (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;K. Jinnai, saputo che l’occhio di dio stava per essere rimesso in funzione, 
  decide di risvegliare Efreeta, demone malvagio che già migliaia di anni fa distrusse 
  tutta El Hazard. Le sorprese non sono finite, perchè il demone non è altro che 
  la ragazza che portò Makoto ed i suoi amici in questo strano regno, anche se 
  lei non se lo ricorda. La terza video cassetta italiana finisce con l’incontro 
  fra Makoto ed Efreeta al castello di Roshtalia, che il demone vuole distruggere, 
  ma non vi anticipo nulla di quello che accadrà, ma sappiate che la fine di questa 
  serie non è scontata come sembra, vedrete.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/el_hazard/el_hazard_5.webp&quot; alt=&quot;El Hazard: The Magnificent World (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;L’ idea di questa serie è di Hiroki Hayashi. Come? non sapete chi é? tutti dietro 
  la lavagna!! Il mitico Hayashi dovreste conscerlo molto bene, perchè oltre ad 
  essere il regista-idatore di questa serie, lo è stato anche per Tenchi Muyo 
  (vedi numero scorso). Il charcter design è diverso dalla sua precdente opera, 
  perchè questa volta è stato affidato a Kazuto Nakazaua, ma sicuramente non è 
  meno bello. In pratica se vi è piaciuto Tenchi Muyo, quest’ opera è a suo pari, 
  quindi non pedetela.
  Vi saluto al prossimo articolo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;P.S. Per essere equi (dei cavalli latini in pratica) questa serie è uscita così 
  velocemente, che il mio portafoglio si è svuotato in men che non si dica. Pensate 
  che in due cassette, per la fretta di farlo uscire, la Dynamic si è dimenticata 
  della pubblicità!!! Meglio.&lt;/p&gt;
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        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:00:00 +0200</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/el-hazard/</link>
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        <category>DynamicItalia</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Cyber City Oedo 808</title>
        <description>&lt;p&gt;Cyber City, Cyber City, ma dove l’abbiamo già sentito questo
titolo? Ah, già, ce lo voleva proporre a suo tempo la fu Granata:
ve li ricordate i promo di quest’anime insieme a quelli di Macross Plus?
No? Fa lo stesso.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/cyber_city_oedo_808/cyber_city_oedo_808_1.jpg&quot; alt=&quot;Cyber City Oedo 808 (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel 2808 la tecnologia ha raggiunto livelli tali che ormai le città
sono interamente informatizzate, ma si sa, che tra crimine e legge è
il primo ad adattarsi più in fretta alle nuove tecnologie. E allora,
come potrà affrontare, la polizia, il pericoloso dilagare del crimine
informatizzato?
Sapete che c’è il proverbio che dice &quot;chiodo scaccia chiodo&quot;,
quindi, chi meglio di un altro criminale può catturare un criminale?&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/cyber_city_oedo_808/cyber_city_oedo_808_2.jpg&quot; alt=&quot;Cyber City Oedo 808 (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;A tre pericolosi criminali, detenuti in un carcere orbitale di massima
sicurezza, viene offerta la possibilità di rimanere in quella prigione
fuori dal mondo a scontare le loro condanne plurisecolari (mi chiedo se
i tipi che hanno emesso la sentenza sono degli spiritosi o degli spiritosoni.ndRyo),
o di entrare a far parte della polizia cybernetica e tentare di ridurre
le loro pene (infatti per ogni missione andata bene, viene scontata parte
della condanna).
Troppo bello per essere vero, infatti, dopo aver accettato, i tre vengono
informati che se falliranno, verrà fatta esplodere la microbomba
dentro ai loro collari.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/cyber_city_oedo_808/cyber_city_oedo_808_3.jpg&quot; alt=&quot;Cyber City Oedo 808 (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Quindi i tre protagonisti, Sengoku, Go:gl e Benten non hanno molte scelte,
devono portare a termine con successo ogni missione, o morire: sono soltanto
carne da macello per la polizia e il loro comandante, che li tratta con
distacco, senza un minimo di rispetto e considerazione.
La serie si compone di tre episodi, in cui la storia vede, a turno, uno
dei tre Cyber criminali come personaggio principale e gli altri due a fargli
da spalla.
In questo primo volume, &quot;La morte virtuale&quot;, è a Sengoku
che tocca farsi il mazzo per portare a termine il caso. L’OAV si apre con
l’arresto, più sborone (Mai più utilizzare parole senza il
mio permesso!!ndGoku) che spettacolare, direi, di un criminale che cercava
di fuggire dalla città di Oedo, ordinaria amministrazione. Ma la
missione che attende il nostro è un tantinello più difficile:
un Hacker è riuscito a intrufolarsi nel sistema di controllo del
più alto grattacielo di Oedo, prendendo il controllo di tutti i sistemi
di sicurezza, tenendo così in ostaggio le 50.000 persone che erano
all’interno.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/cyber_city_oedo_808/cyber_city_oedo_808_4.jpg&quot; alt=&quot;Cyber City Oedo 808 (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ogni tentativo di abbattere le difese informatiche dell’hacker risultano
inutili: l’unica persona che può aggirare le barriere è Kurokawa,
il controllore del sistema che gestisce il grattacielo che si è asseragliato
nella stanza di controllo perchè è convinto che l’hacker sia
un suo collaboratore scomparso misteriosamente, ritornato per ucciderlo.
Ovviamente se volete conoscere la risposta guardatevi l’oav e forse scoprirete
se un radicato sentimento di vendetta può superare la morte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Cyber City non è propriamente una serie cyberpunk, è solamente
cyber: scordatevi i palazzi lerci (da 1 a 10 la tua finezza è 12!ndGoku)
di Battle Angel Alita o di Blade Runner, qui gli ambienti sono puliti e
asettici, tutto sembra perfetto, ma serve solo a nascondere il lerciume
della società.
Character design e regista di questo piccolo capolavoro è Yoshiaki
Kawajiri, già conosciuto in Italia grazie a capolavori come &quot;Ninja
scroll&quot; e &quot;La città delle bestie&quot;: se avete già
visto questi due anime,sapete cosa vi aspetta, se no, fidatevi. Questo
Kawajiri sa il fatto suo, riesce a creare scene di grande suspance.
Onore e infamia all’adattamento inglese: onore perchè hanno ricostruito
e adattato in lingua inglese intere schermate di computer, infamia perchè
hanno messo nei dialoghi una quantità esagerata di &quot;fuck&quot;,
così che sembra di vedere un poliziesco americano di serie B, e pensare
che la versione Granata avrebbe mantenuto i dialoghi originali, peccato.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/cyber_city_oedo_808/cyber_city_oedo_808_5.jpg&quot; alt=&quot;Cyber City Oedo 808 (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Se passate sopra a questo piccolo particolare, lo consiglio a tutti:
è il più bel poliziesco che abbia visto (dopo Blade Runner)(anche
dopo Ghost in the shell, Patlabor e Armitage, secondo il mio modesto parere.ndRyo),
ottime animazioni, ricco d’azione e tanta suspence.&lt;/p&gt;

&lt;hr /&gt;

&lt;p&gt;Un OAV senz’altro interessante, animazioni abbastanza buone e un’atmosfera
cupa, in un mondo in mano alle grande corporazioni.Il doppiaggio, contrariariamente
a quel che dice Char non mi e dispiaciuto affatto.Il linguaggio volgare
e quell’umorismo sarcastico e cinico (più americano che inglese)
non stonano assolutamente all’interno dell’anime.La storia è all’insegna
dell’azione e non sembra svilupparsi in particolari direzioni.Un titolo
per gli amanti dell’azione e delle atmosfere alla Blade Runner.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Wdim&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:00:00 +0200</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/cyber-city-oedo-808/</link>
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        <category>MangaVideo</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Asura&apos;s wrath</title>
        <description>&lt;p&gt;Quando è uscito nel 2012, &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; è passato quasi inosservato. Ricordo di aver giocato alla demo su Xbox 360, averlo trovato “visionario” ma di aver rimandato l’acquisto, salvo comprarlo qualche mese al prezzo di una pizza e una birra. Sviluppato da CyberConnect2 e pubblicato da Capcom nel 2012 per Xbox 360, perchè “visionario”? Sicuramente per il suo stile visivo, per il tipo di narrativa ispirata alla serialità degli anime giapponesi e un gameplay che mescola azione frenetica con sbadilate di quick time event.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;storia-e-ambientazione&quot;&gt;Storia e Ambientazione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/asuras_wrath/asuras_wrath_1.webp&quot; alt=&quot;Asura&amp;#39;s wrath (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La trama di &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; è un mix di mitologia, tragedia e vendetta che trae ispirazione dalle leggende indiane e dalla tradizione anime. Asura, il protagonista, è un ex dio della guerra che viene tradito dai suoi compagni, falsamente accusato di tradimento e ucciso. Dopo essere stato rinato in un mondo in rovina, il suo unico scopo è vendicarsi e salvare la sua famiglia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La storia si snoda attraverso una serie di eventi spettacolari, ricchi di colpi di scena e momenti di puro drama, con un intreccio che fonde elementi mitologici con tematiche come il tradimento, la redenzione e la lotta per il potere. Il tutto con una narrativa a tratti un po’ esagerata, con quello stile giapponese un po’ tutto matto, con Asura che prende a cinquine nemici giganteschi (e per giganteschi intendo gente grossa come un pianeta che cerca di schiacciare col dito il protagonista) e varie divinità. La storia è raccontata in un formato episodico (gli episodi sono chiamati Kanda), simile a quello di una serie televisiva, con tanto di eye-catch, anticipazioni dell’episodio successivo e riassunto delle puntate precedenti.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;gameplay&quot;&gt;Gameplay&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/asuras_wrath/asuras_wrath_2.jpg&quot; alt=&quot;Asura&amp;#39;s wrath (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In termini di gameplay, &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; è un ibrido tra un picchiaduro e un gioco d’azione, ma non è un’esperienza tradizionale. Nonostante il gioco possa suggerire un gameplay alla Devil May Cry, la maggior parte delle fasi di gioco si concentra su combattimenti frenetici e spettacolari, che spesso sfociano in momenti quasi cinematografici, dove il giocatore deve premere pulsanti al momento giusto (quick-time events, o QTE) per proseguire l’azione. Queste sequenze sono incredibilmente spettacolari ma da giocare sono spesso una palla al cazzo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le battaglie sono veloci e violente, con una grande varietà di nemici, che vanno da esseri umanoidi a mostri giganteschi. Asura ha accesso a poteri divini che gli permettono di scatenare attacchi devastanti, che spaziano da colpi pesanti a super attacchi speciali. Il gameplay tende a essere ripetitivo a lungo andare, poiché le meccaniche di combattimento non evolvono in modo significativo nel corso del gioco.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I QTE sono onnipresenti e, sebbene siano un elemento centrale del gioco, possono risultare frustranti per alcuni giocatori, poiché interrompono il flusso dell’azione. Ciò che rende il tutto speciale, però, è la qualità della produzione e la grandiosità dei momenti che vengono rappresentati attraverso questi eventi. Ogni battaglia con un boss diventa una vera e propria “lotta contro il destino”, con combattimenti così esagerati da risultare quasi demenziali nel loro svolgimento (ma è un po’ il suo bello).&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;grafica-e-design-visivo&quot;&gt;Grafica e Design Visivo&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/asuras_wrath/asuras_wrath_3.jpg&quot; alt=&quot;Asura&amp;#39;s wrath (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Uno degli aspetti più impressionanti di &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; è il suo design visivo. Il gioco presenta uno stile artistico con personaggi e ambientazioni che sembrano usciti direttamente da un anime. Non sono certo che si possa definire cell shading, ma in un paio di situazioni le urla di rabbia di Asura ricordavano le omologhe vignette di Kentaro Miura in Berserk. E questo penso che sia uno dei più bei complimenti che gli si possa fare. Le animazioni sono fluide e piene di energia, e ogni scena è pensata per esaltare il dinamismo e l’intensità delle battaglie. Trattandosi di un gioco della generazione PS3/X360 non aspettatevi texture in HD o 4K.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;colonna-sonora-e-audio&quot;&gt;Colonna Sonora e Audio&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/asuras_wrath/asuras_wrath_4.jpg&quot; alt=&quot;Asura&amp;#39;s wrath (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La colonna sonora di &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; è epica e monumentale, un perfetto accompagnamento per le battaglie intense e le sequenze cinematografiche. La musica spazia da brani orchestrali grandiosi a melodie più intime, sempre in grado di esprimere la giusta atmosfera. Le tracce più drammatiche enfatizzano le emozioni di Asura, mentre le composizioni più energiche accompagnano le sue furiose lotte.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Gli effetti sonori sono altrettanto impressionanti, con ogni colpo e impatto che si sente forte e chiaro. La voce di Asura, che grida di rabbia e dolore, aggiunge un ulteriore strato di intensità emotiva al gioco, facendo sentire il giocatore coinvolto in ogni momento. Ovviamente meglio il doppiaggio giapponese, ma pure quello inglese è di discreta qualità.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;durata-e-rigiocabilità&quot;&gt;Durata e Rigiocabilità&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/asuras_wrath/asuras_wrath_5.jpeg&quot; alt=&quot;Asura&amp;#39;s wrath (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; non è un gioco particolarmente lungo, con una durata che si aggira intorno alle 8-10 ore, a seconda della velocità con cui si affrontano i vari episodi. La struttura episodica, che ricorda un po’ quella delle serie TV, permette un ritmo ben scandito, ma potrebbe lasciare alcuni giocatori con la sensazione che il gioco si concluda troppo presto.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nonostante la durata relativamente breve, il gioco offre un buon livello di rigiocabilità, grazie alla possibilità di sbloccare nuovi contenuti, come modalità di difficoltà più elevate e collezionabili. Tuttavia, la ripetitività delle battaglie può essere un deterrente per chi cerca un’esperienza più variegata.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;dlc&quot;&gt;DLC&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;Gli anni in cui è uscito &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; erano gli anni in cui Capcom si era riscoperta particolamente sanguisuga, per cui in occasione dell’uscita di questo gioco, aveva deciso di estrapolare alcuni kanda e di venderli a parte sugli store digitali. Quindi se si vuole l’esperienza completa (tra cui un paio di kanda dove Asura si mena con Ryu e Akuma di Street Fighter) bisogna prepararsi a scucire qualche altro eurino. Poi intendiamoci, questi dlc non sono nulla di memorabile (per dire, ce n’è uno solo animato dove bisogna solo pigiare tasti) per cui sono tranquillamente skippabili, ma ciò non toglie che le mamme dei dirigenti Capcom di allora facessero un lavoro ben specifico.&lt;/p&gt;

&lt;h3 id=&quot;conclusioni&quot;&gt;Conclusioni&lt;/h3&gt;

&lt;p&gt;E’ un gioco talmente giapponese che fa il giro e ridiventa giapponese. Gente che ferma pianeti con le mani, astronavi giganti, morti e resurrezioni: c’è tutto. E’ tipo la versione ignorante di Dragonball. Non si mena benissimo e ci sono troppi quick time event. Per il resto è un anime interattivo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In ogni caso, &lt;em&gt;Asura’s Wrath&lt;/em&gt; rimane un titolo che sa come impressionare, sia visivamente che emotivamente, e che offre una delle esperienze più fuori dagli schemi della generazione Xbox 360.&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Sun, 05 Oct 2025 00:00:00 +0200</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/asuras-wrath/</link>
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        <category>Asura</category>
        
        <category>Capcom</category>
        
        
        <category>Videogames</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Wings of Honneamise</title>
        <description>&lt;p&gt;Prima di cominciare con la recensione, premetto una cosa: questa sarà una
recensione completamente seria, priva di battutaccie e di note sparse qua e là (illuso.ndTribal)&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Correva l’anno 1987 (ma che? Gli anni di sono messi a fare footing?ndGoku)
(non è che si riferisce a Hideaki Anno?ndRyo)(OK! Ho capito. Chi avesse letto
la premessa a questa recensione, la dimentichi.ndWDIM). Dovevo avere all’incirca
11 - 12 anni e, a parte vedere Hokuto no Ken, non penso facessi molto nella 
vita (perchè, invece adesso…ndRyo estremamente sarcastico).
Mentre io gigioneggiavo spensieratamente, in Giappone usciva Wing of Honneamise.
Alcuni tipi loschi di un neonato studio di animazione (Gainax) con alle spalle,
chi la partecipazione a Macross (Anno, Yamaga), chi solo la partecipazione a 
filmati amatoriali e agli opening di Daicon III e IV, riuscirono a raggranellare
i fondi dalla Bandai (tanti fondi.ndWDIM) per portare a compimento il progetto
del film.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_1.jpg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La storia gira attorno a Shiro Lhadatt, membro della Space Force, un gruppo sotto
la direzione militare. La Space Force non si occupa, come le altre sezioni militari,
di guerra, bensì di lanci spaziali. Unica pecca della sezione è quella di non essere mai 
riuscita a far partire una
navetta, e tutti i rappresentanti della Space Force, Shiro incluso, ne fanno parte perchè non 
hanno niente di meglio da fare (mi ricordano certe persone… ndRyo che sta facendo del 
sarcasmo la propria ragione di vita).
Una sera, durante una libera uscita, Shiro incontra Riquinni, una giovane ragazza che
distribuisce volantini religiosi al fine di diffondere la parola di Dio.
Shiro, colpito dalla ragazza (non certa dai suoi argomenti di discussione)(però aveva degli
altri argomenti più convincenti…ndRyo), accetta l’invito proposto dal volantino e, il 
giorno successivo si presenta a casa della ragazza per quello che dovrebbe essere un 
approfondimento sull’argomento ecclesiastico (e qui mi verrebbero una miriade di battute, ma
non le faccio perchè non vorrei risultare blasfemo… ndRyo).
Quello che sarebbe dovuta essere una conferenza, si rivela un incontro a tre: Shiro, Riquinni e
Mana (la sorella minore di Riquinni). Durante la discussione, le ragazze vengono a conoscenza
della professione di Shiro; professione che pare a Riquinni molto suggestiva.
Bisogna dire che la Space Force non era vista di buon occhio nè dalla popolazione, che la 
riteneva inutile, nè dagli altri militari, ai quali sembrava più importante far le guerre
che perdere tempo dietro le stelle. Per questa ragione, il discorso entusiastico di Riquinni
ebbe un effetto sorprendente su Shiro. 
Da svogliato e ozioso (chi? WDIM?ndTribal) divenne un deciso e convinto membro della Space Force
(l’unico a dire il vero), arriavando a offrirsi volontario per il progetto del primo vero lancio
spaziale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_2.jpg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La storia continua, mostrando gli allenamenti fisici di Shiro, la progettazione
della navetta e i problemi a reperire i fondi dal governo centrale e l’evoluzione del rapporto
tra Shiro e Riquinni, che porterà a un cambiamento nella visione del mondo nel protagonista.
I problemi di Shiro, non terminano qui: infatti deve anche vedersela con una nazione ostile
alla sua che fa di tutto pur di impedire il lancio della navetta spaziale e di impossessarsi della
stessa, offrendo delle intense scene d’azione che sfoceranno in uno scontro aperto tra le due
nazioni, ovviamente prima del sospirato lancio.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_3.jpg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il film, dal punto di vista tecnico, è mostruoso, soprattutto considerata l’epoca in cui è stato 
realizzato.
L’animazione è ottima; le luci e i colori non troppo accesi contribuiscono a creare quel forte 
senso di realtà che è una delle caratteristiche principali del film (magnifica la scena
del primo volo di Shiro).
La scena del lancio spaziale, per la quale quelli della Gainax sono stati addirittura alla NASA
a studiare la complessa meccanica dei lanci spaziali. Il character design di Sadamoto è atipico,
fatto di linee tondeggianti e meno spigolose, ottenendo un tratto più adulto, adattissimo all’opera,
anche se ad una prima occhiata può sembrare strano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_4.jpg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Le musiche di Ryuchi Sakamoto rispettano l’atmosfera del film pur non essendo nulla di particolarmente
eccezzionale, a parte il brano che fa da sottofondo alle scene finali del film (dopotutto era
lecito aspettarsi di più da colui che ha vinto l’Oscar per le musiche de “L’ultimo imperatore” di
Bertolucci e che ha lavorato in tante opere importanti).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_5.jpeg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto bene dunque? 
Insomma… Per molte persone che hanno visto il film, il problema principale sta nella struttura
della storia, che può apparire debole in alcuni punti.
La difficoltà principale è seguire i pensieri del protagonista. Mentre in opere come Gunbuster
o Evangelion i sentimenti del protagonista erano evidenti, in Honneamise, i pensieri di Shiro
non si esprimono a parole, ma sotto forma di sguardi e di certi atteggiamenti che mutano con il
procedere della storia, fino a giungere alla preghiera pronunciata nella spazio da Shiro.
Così alcune scene possono apparire oscure, ed altre, come la scena dello stupro, puramente
gratuite.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/wings_of_honneamise/wings_of_honneamise_6.jpg&quot; alt=&quot;Wings of Honneamise (immagine 6)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Altro sintomo di una struttura debole è la funzione della nazione antagonista dell’impero in cui
vive Shiro. Sembra solo esistere per movimentare il film tra un dialogo e l’altro e per mettere
in mostra le capacità tecniche della Gainax avendo a disposizione un grosso budget (vedi lo 
scontro finale vicino alla rampa di lancio).
Hooneamise no tsubasa, in definitiva è un film da vedere, non fosse altro per la realizzazione,
soprattutto se si è dei Gainax fan. Personalmente l’ho apprezzato appieno dopo averlo visto 3
volte, quindi consiglio di guardarlo almeno un paio di volte.
Un paio di curiosità: il titolo originale doveva essere “The Royal Space Force” (Oritsu Uchugan),
ma la bandai riteneva che il titolo doveva essere leggermete più altisonante, qualcosa tipo
“Fushigi no umi no Nadia” o “Nausicaa nella valle del vento”, e così diventò “Wings of Honneamise”.
A Wings ha lavorato anche Kenichi Sonoda (autore di “Gun Smith Cats” e “Gall Force”.ndRyo),
disegnando alcune parti della città, dopo che le tavole che stava eseguendo come mecha designer
furono rifiutate perchè ritenute eccessivamente fantasiose.
Che dite, è venuta fuori una recensione seria? Tu che ne dici Ryo? Ryo…?!? Ryo, la pianti di ridere?&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 00:00:00 +0100</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/wings-of-honneamise/</link>
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        <category>Gainax</category>
        
        <category>HideakiAnno</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Rough</title>
        <description>&lt;p&gt;Questa volta, 
  ospite dei “Sottovalutati” è “Rough” di Mitsuru Adachi, uno degli autori di 
  punta della Shogakukan, e autore di “Touch”, “Miyuki”, “H2”, ecc.
  Il manga fu presentato nell’Aprile del ‘95 (lo stesso mese in cui iniziò anche 
  “Dragon Ball”) dai Kappa Boys sulla testata “Starlight”, prendendo il posto 
  dei fortunatissimi “Orange Road” e “Sesame Street” di Izumi Matsumoto.
  Purtroppo “Rough”, dopo appena 9 mesi, cosa mai successa in casa Star, viene 
  interrotto a causa delle scarse vendite (risentendo forse della concorrenza 
  interna del già citato “Dragon Ball”), salvo poi ricomparire in edicola nella 
  collana “Storie di Kappa”, sotto forma di 5 bei volumazzi che concludono la 
  serie, attraverso i quali i Kappa Boys dimostrano una forza di volontà mica 
  da ridere.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/rough/rough_1.jpg&quot; alt=&quot;Rough (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;In breve, la storia assomiglia, anche se alla lontana, a quella di “Romeo e 
  Giulietta” di Shakespeariana memoria (sperando che Shakespeare non si rivolti 
  nella tomba dopo questa mia affermazione): Keisuke Yamato e Ami 
  Ninomya si odiano per colpa di una rivalità che dura da anni tra le loro famiglie, 
  entrambi di pasticcieri. Non solo: Keisuke è un abile nuotatore, classificatosi 
  terzo alle gare nazionali, mentre Ami è una tuffatrice quasi alle prime armi, 
  ma dotata di uno stile eccezionale e grande talento.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/rough/rough_2.jpg&quot; alt=&quot;Rough (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I due frequentano la stessa 
  scuola, e quindi, per forza di cose, spesso e volentieri si scontrano. Tuttavia, 
  grazie allo sport, agli amici e a tanti altri fattori più o meno importanti, 
  Keisuke ed Ami diventano amici, anche se dovranno, in seguito, fare i conti 
  con i loro sentimenti, le loro famiglie e con il campione nazionale di stile 
  libero, che è amico moooolto intimo di Ami e soprattutto, rivale numero uno 
  di Keisuke, sia nello sport, che in amore…&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/rough/rough_3.jpg&quot; alt=&quot;Rough (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Di più non dico perchè, come prevedibile, si rischierebbe di svelare particolari 
  che rovinerebbero la lettura di questo fumetto. Devo ammettere che io stesso 
  non ho comprato “Rough” 
  al momento dell’uscita in edicola: oltre che per problemi di tipo “logistico” 
  (che non sto qui a a spiegarvi), il fumetto non ha fatto su di me presa immediata. 
  Non mi piace infatti, lo stile di Adachi: trovo che disegni le orecchie dei 
  personaggi troppo grosse, inoltre, da come disegna lui i personaggi maschili, 
  sembra che abbiano le gambe più corte rispetto al resto del corpo o quantomeno 
  che abbiano tutti quanti il cavallo dei pantaloni molto basso. Tuttavia, come 
  insegna il maestro Go Nagai, è la storia che fa grande il fumetto, e non il 
  tratto, e anche Adachi sembra confermarlo: l’autore infatti ha confezionato 
  una storia d’amore delicatissima, per certi tratti simile a Video Girl Ai, ma 
  priva di quegli ammiccamenti piacevolmente erotici, quell’atmosfera voyeristica 
  e quel “lolitismo” tipico di Katsura (non fraintendete per carità, VGA è il 
  mio fumetto preferito).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/rough/rough_4.jpg&quot; alt=&quot;Rough (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Come il fumetto di Katsura però, i sentimenti trasudano 
  da ogni pagina e gioirete per le vittorie di Keisuke ed Ami e vi dispiacerà 
  delle loro sconfitte, ma soprattutto, li sentirete “vivere”.
  Che fine hanno fatto le persone che chiedevano Adachi ad alta voce? Anche se 
  magari vi aspettavate “Touch” o “Miyuki”, comprate lo stesso “Rough”: non vorrei 
  sembrare impopolare, ma forse “Rough” è ancora più bello… fermo restando che 
  siamo ancora tutti in attesa di “H2”.&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 00:00:00 +0100</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/rough/</link>
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        <category>Rough</category>
        
        <category>MitsuruAdachi</category>
        
        
        <category>Manga</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Iria: Zeiram the animation</title>
        <description>&lt;p&gt;Questa è la trasposizione animata  di un film giapponese “Zeiram” (la 
erre di Zeiram è scritta al contrario in originale, ma o la mia tastiera
non possiede questa funzione, o sono io che pur avendo cipollato un’ora
non trovo il carattere). Vi dò un consiglio utile se avete gia visto almeno
una o una parte delle svariate cassette di Iria(anche questo nome con la 
solita “r” rovesciata), non guardate mai, e ripeto mai, il film, perché
ad un obrobrio tale solo pochi stomaci resistono. L’unica nota positiva
del film che si può riscontrare è la constatazione, che oltre ad essere
un grande autore (uno dei miei preferiti; è anche il character designer 
della serie) il mitico Masazu Katsura si riscopre in un ruolo a lui nuovo,
cioè l’ attore, senza dubbio il migliore di questo film, infatti a lui è
stato dato il fondamentale ruolo del (squillino le trombe) (popporopo ndReda)
“passante” , unico ruolo del film che si può fare senza perdere la faccia.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/iria_zeiram_the_animation/iria_zeiram_the_animation_1.jpg&quot; alt=&quot;Iria: Zeiram the animation (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ma bando alle ciancie, adesso parliamo di qualcosa di uhmm… Mh Fenomenale! 
(ND Dan Piterson), cioè la serie animata in cui tutto è stupendo (in 
effetti sono un po’ di parte, perché quando vedo il disegno di M.Katsura vado 
in estasi mistica,(che come vi ho già detto è il character designer) inoltre
vi cito qualche suo lavoro per far capire a quei (spero!) pochi ignoranti 
che non lo conoscono di che calibro di autore stiamo parlando (44 Magnum?
NdRyo) (Sì, che userò per ucciderti se mi fai un’altra di queste battute! O
forse con lui è meglio di no?)(Bene, vedo che hai capito chi è il capo…ndRyo)).
Il suo più grande successo tradotto in italia è Video Girl AI,
seguito dal più recente Shadow Lady e da altri meno famosi, ma non meno belli
come DNA2 e Present from Lemon. Ritorniamo ad Iria in cui le musiche sono 
molto su toni cyber e new age (simili a quelle del film di Masamune Shirow 
“Ghost in the Shell” che in Italia è anche chiamato “Lo Spirito nel Guscio”),
che si adattano perfettamente al futuro rappresentato nella serie.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/iria_zeiram_the_animation/iria_zeiram_the_animation_2.jpg&quot; alt=&quot;Iria: Zeiram the animation (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Iria è 
anche il nome della protagonista, infatti il titolo originale della serie è 
“Zeiram The animation” , che quelli della Yamato hanno fatto bene a cambiarlo 
per discostarlo dal quel affare osceno che non oso nemmeno chiamare film; ma 
hanno fatto male, anzi malissimo (dovrebbero essere flagellati pubblicamente. 
Giudizio finale e unanime emesso dal tribunale supremo di Tiphares, cioè IO) a 
pubblicare anche il film.
Passiamo ora alla storia (come la più bella fanzine
dell’universo!! )(la demenzialità di questo ragazzo mi stupisce sempre di più…ndRyo): 
Iria è la sorella e l’aiutante di Glenn un detective 
spaziale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/iria_zeiram_the_animation/iria_zeiram_the_animation_3.jpg&quot; alt=&quot;Iria: Zeiram the animation (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Il primo OAV inizia con Iria che è intenta a catturare un criminale,
ma quando lo cattura il prigioniero le vienne rapito da Fushikuro, un altro
detective spaziale mezzo amico e mezzo rivale di Glenn. Amico quando Bob, una
specie di superiore dei due, assegna un lavoro in coppia ai due, rivale quando,
molto spesso, per le missoni più difficili e di maggior guadagno, Bob seglie
Glenn per accompagnarlo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/iria_zeiram_the_animation/iria_zeiram_the_animation_4.jpg&quot; alt=&quot;Iria: Zeiram the animation (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Proprio una di queste missioni è il motore della 
storia, Bob e Glenn devono andare sull’astronave Karma per salvarne 
l’equipaggio ed il carico, ma in partenza trovano della resistenza da parte di
non si sa chi. Solo grazie all’intervento Iria i due riescono a raggiungere la
sala teletrasporto, quindi, dato che non possono lasciarla li in balia dei 
nemici, decidono di portarla con loro in missione. Giunti sull’astronave Karma
si accorgono che il carico da riportare su Mice(il loro pianeta) non è nulla
di normale, ma si tratta adirittura dello Zeiram che si è liberato ed ha ucciso
buona parte dell’equipaggio. Mentre Iria e Bob mettono tutti i supestiti in 
salvo, Glenn si scontra con lo Zeiram, essere ritenuto immortale per la sua 
invulnerabilità a tutte le armi, oltre che molto spietato. Infatti
lo Zeiram è una creatura concepita dalla mente umana come arma, ma ha un unico 
difetto: è incontrollabile, quindi ovunque essa sia porta morte e distruzione.
Nello scontro con il mostro Glenn si trova in difficoltà e Bob accorre per 
dargli una mano, ma viene gravemente ferito, quindi Iria lo carica sull’ultima 
scialuppa di salvataggio con un vice presidente della Capitale di Mice, a cui
cade un pendaglio, che Iria raccoglie. Glenn, accortosi della reale forza dello
Zeiram, decide di sacrificarsi per ucciderlo, quindi con una bugia fa lasciare 
ad Iria la Karma e poi fa espodere la nave spaziale. Iria dal contraccolpo
dell’esplosione sviene e si risvegla a Taowajan, dove scopre che anche lo Zeiram
è sopravissuto e sta compiendo un massacro fra la povera gente, ma le autorità 
non intervengono, perchè é nel loro interesse che quel quartiere venga distrutto.
Invece Iria, che lì ha conosciuto alcuni bambini, ne ha pena, quindi con un cavo 
alla Batman aggancia lo Zeiram e lo trascina fino alla sede del potere di quel 
pianeta, dove prima lascia che distrugga un pò, poi con l’aiuto di una strana voce
riesce a scaraventare lo Zeiram in un sala teletrasporto e il mostro sparisce.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Dopo un lungo viaggio Iria riesce a tornare a casa sua su Mice, dove pensa di 
trovare un pò di tranquillità, ma al suo arrivo ad attenderla c’è Fushikuro, che
ha ricevuto l’incarico di proteggerla, incarico che lui ha accettato solo per l’alta 
ricompensa. Infatti ad attendere Iria non c’è un comitato di benvenuto, ma i
soliti nemici che hanno tentato di impedirle la partenza, che poi si scopre essere 
i poliziotti robot di Mice, che più che far rispettare la giustizia, servono 
fedelmente chi ha in mano il potere. Il combattimento si risolve solo dopo che
Iria distrugge un decina di carri armati, svariati robot, scala un palazzo di quasi
100 piani (però anche se questa scena assomiglia di più a qualche avventura da 
super eroi, dovreste vedere com’è realizzata, così vi renderete conto di quanto 
sembri (nel limite) reale questa scena, che dura quasi un quarto d’ora.).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/iria_zeiram_the_animation/iria_zeiram_the_animation_5.jpg&quot; alt=&quot;Iria: Zeiram the animation (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Tutto finisce quando Iria raggiunge il vice presidente a cui aveva salvato la 
vita: scopre infatti che a mandare tutti quei soldati era stato lui, perchè lei possedeva 
il suo pendaglio. Lei glielo ridà, ma senza il chip che c’era all’interno. Lui
non se ne accorge e tutto va a posto. Bob è stato trasmormato in un computer, che 
Iria ruba dal palazzo del potere e se ne torna tranquillamente a casa sua. Un ‘unica 
cosa rimane non chiara: tutto quello che è successo sulla Karma e su Taowjan non è 
registrato da nessuna parte ed ai sopravvissuti del Karma sono stai cambiati i nomi 
e il loro passato (loro prima usavano il Pomì.ndPelo). Chi non vuole far sapere che lo Zeiram è ancora vivo? (Non ve lo dico e 
alla fine vi spiego anche il perchè).  Quando Iria torna a casa nessuno più le da 
fastidio, anzi alcuni giorni dopo la chiamano al palazzo del governo (quello 
semidistrutto qualche riga sopra) per darle la tanto sospirata promozione a 
investigatore. Nella tipica maniera giapponese ora Iria è diventata in qualche 
settimana la più forte di tutti (che strano?, capita solo là!), infatti come prima 
missione che le viene affidata è quella di andare a salvare il dottor Toka, 
l’ultimo sopravvissuto del Gruppo di Studio Zeiram, che è stato rapito da un banda 
di criminali, ma la cosa più interessante è il fatto che prima di Iria c’è stato
mandato un gruppo speciale di dieci persone, risultato tutti morti. La nostra 
eroina tutta contenta si arma dei congegni più strani e va a catturare i rapitori,
ma quando arriva si trova un po’ disorientata. Infatti si trova davanti tutti 
i cattivi ed il gruppo speciale, con un lieve difetto comune (direi più provincia): 
sono tutti morti. Iria trova subito il dott.(S)Toka(…) in compagnia di Komimasa e Kei, 
due ragazzini che su Taowajan l’ hanno aiutata contro lo Zeiram.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Subito il dott. Toka con il suo Zeiram-Radar (mi ricorda molto il Dragon-Radar)&lt;br /&gt;
individua ben tre Zeiram nella zona, ma quando Iria combatte col primo ci si rende
conto che questi sono solo delle mezzetacche (mi appello al garante, mi hanno 
censurato, io in realtà volevo scrivere la “c” al posto della “t”), infatti con un 
paio di colpi questi muoiono. L’unico problema è l’ultimo più resistente degli 
altri e con la faccia di Glenn, quindi Iria non riesce a colpirlo: solo grazie alle 
grosse sollecitazioni di Bob, nella battaglia (il tizio?) muore e tutti tornano a 
casa un po’ tristi.
 Con la storia mi fermo qua (qua-qua NDella mia papera), come 
vi ho detto prima non vi svelo nulla di più di quello che non si possa gia vedere in
italiano per non rovinarvi questa sublime visione. L’unica cosa è che ho calcato 
un po’ di più sugli argomenti fondamentali tralasciando alcune cose che all’inzio 
sembrano importanti, ma in verità non lo sono. Consiglio non guardare troppo 
l’eroina fa i suoi effetti.&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 00:00:00 +0100</pubDate>
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        <category>MasakatsuKatsura</category>
        
        <category>Iria</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Golden Boy</title>
        <description>&lt;p&gt;Finalmente la Dynamic 
  tira fuori dal suo cappello a cilindro una delle serie che più stavo aspettando 
  in assoluto: quando ho appreso da un trailer della quarta videocassetta di City 
  Hunter che questi OAV stavano per uscire in Italia, non ci stavo più nella pelle. 
  “Un’ estate molto calda, da Dynamic Italia” diceva convinto Vittorio Guerrieri 
  dall’altra parte dello schermo… come al solito alla Dynamic non avevano specificato 
  di quale anno… Scherzi a parte (viva la Casalegno.ndGoku), anche se in ritardo 
  (ormai siamo abituati), finalmente posso gustarmi il capolavoro di Tatsuya Egawa. 
  Un bel giorno Kintaro Oe, direttore di Tiph… ehm, studente in legge (anch’io 
  lo sono!ndChar) all’università di Tokyo, capisce di non aver più nulla da imparare, 
  dal momento che all’università dimenticano di insegnare la materia più ostica 
  di tutte: le donne (ufficialmente non è così, ma credo di interpretare il vero 
  pensiero di Egawa)!.
Così Kintaro, in sella alla sua fedele mountain bike “Mezzaluna” e ad una 
  agendina sul quale annota tutto ciò che lui ritiene degno di nota, diventa un 
  “freeter”, ovverosia un ragazzo che ogni giorno cambia lavoro, cosa che fornisce 
  all’autore sempre nuovi spunti per le sue storie.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/golden_boy/golden_boy_1.jpg&quot; alt=&quot;Golden Boy (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel primo OAV, Kintaro, 
  mentre si reca al suo nuovo lavoro viene tralvolto da una Ferrari che lo fa 
  schiantare dentro la monnezza con tutta la bicicletta. La macchina si ferma 
  e dalla portiera dell’auto esce una donna che sembra un mix estremamente ben 
  riuscito di tutte le modelle più, scusate il termine, gnocche dell’universo 
  più uno (piccola parentesi, se tra le lettrici di Tiphares, qualcuna si riconoscesse 
  in questa descrizione, è pregata di mandare una lettera alla redazione). La 
  tipa, dopo essersi esibita in un numero che solo una ragazza che ha la quinta 
  di reggiseno può eseguire alla perfezione (boing, boing.ndGoku), regala un milione 
  di Yen (UN MILIONE!) a Kintaro che, nel frattempo, era troppo impegnato ad arrotolare 
  la lingua che gli si era spalmata per terra (questa me la sono inventata io, 
  ma devo dire che di fronte ad una roba simile rimpiango di non essere nato cartone 
  animato).
  Kintaro annota tutto sulla sua agenda e si reca finalmente sul nuovo posto di 
  lavoro: una società informatica. La cosa che però sconvolge il ragazzo (e anche 
  me!) è che tutti i programmatori sono donne! E ce ne fosse una brutta (anch’io 
  voglio essere assunto lì!!!!)! La brutta sorpresa arriva quando si presenta 
  davanti al capo: è la donna che lo aveva investito poco prima!&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/golden_boy/golden_boy_2.webp&quot; alt=&quot;Golden Boy (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Poco convinta da 
  Kintaro, la donna caccia il poveretto a pulire i gabinetti, dove il nostro è 
  così contento di pulire il posto dove tutte queste ragazze poggiano il popò, 
  che si esibisce in una delle figure di m…a più grosse dell’universo (un’altra 
  l’ha fatta il Tribal quando siamo andati dai Kappa Boys, un giorno ve la racconterò…). 
  Per nulla scoraggiato, Kintaro chiede alla presidentessa di dargli una possibilità, 
  peccato che tutto si risolva in un’ennesima figuraccia: infatti il ragazzo conosce 
  solamente il Basic, venendo subito paraculato dalle ragazze perchè per lavorare 
  in un ufficio del genere è necessaria almeno la conoscenza del C. Deluso e sconsolato, 
  Kintaro ritorna mestamente a pulire i gabinetti.
  Un giorno, per colpa di uno dei soliti casini , Kintaro rimane nell’ufficio 
  fino dopo l’orario di chiusura, e, scorgendo il computer acceso, lo spegne, 
  cancellando irreparabilmente tutto quello che era in esso contenuto (era un 
  server). Ovviamente la presidentessa lo licenzia in tronco e Kintaro si esibisce 
  in un’altra delle sue figuracce. Ma non finisce mica qui! Kintaro si chiude 
  in casa e, una volta imparato il C in una settimana (INSULTO!!!!ndRyo, Goku, 
  WDIM e Muflone, studenti d’informatica)(e io che ci ho messo un sacco di tempo 
  solo per imparare il Pascal, sigh…), riprogramma il software cancellato anche 
  meglio di prima e poi se ne va via , tra le lacrime disperate di tutte le programmatrici 
  e della fantadirettrice . 
Nel secondo OAV Kintaro collabora alla campagna elettorale di un sindaco giapponese 
  coinvolto in dei loschi traffici con la Yakuza (la mafia giapponese). Il giovane 
  si innamora di Naoko, figlia di quest’uomo (in effetti un gran bel pezzo di 
  figliola), la quale dimostra subito un’attrazione per lui. Kintaro si accorge 
  però che la ragazza vuole solo sedurlo per farne il suo burattino, annotando 
  tutto sulla sua fida agenda, che manco a dirlo, attira le curiosità di Naoko. 
  Dopo avergliela sottratta, la ragazza legge e scopre quello che effettivamente 
  Kintaro pensa di lei: ovvero che è una ragazza che gioca a fare l’oca, che è 
  succube del padre e soprattutto che lui è innamorato di lei. Durante il loro 
  successivo incontro, Naoko inscena un tentativo di stupro da parte di Kintaro, 
  facendo accorrere nella sua camera suo padre con gli Yakuza. Kintaro, per nulla 
  spaventato bacia la ragazza e le dichiara tutto il suo amore, per poi venire 
  inesorabilmente gonfiato come una zampogna. Questo gesto serve però ad aprire 
  gli occhi a Naoko che fa terminare il massacro e si innamora anche lei di Kintaro, 
  chiedendogli scusa con un biglietto molto particolare (cosa che farebbe sbiancare 
  qualsiasi carta da lettera attualmente in circolazione).&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/golden_boy/golden_boy_3.jpg&quot; alt=&quot;Golden Boy (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Nel terzo OAV, 
  Kintaro lavora in un negozio di Udon (spaghetti giapponesi fatti a mano. Seguite 
  i prossimi appuntamenti con “Tutti a tavola con Ryo Saeba”), aiutando il padrone 
  che non può lavorare a causa di un braccio rotto. Il giovane si troverà suo 
  malgrado ad aiutare la figlia del padrone che ha perso la testa per un uomo, 
  apparentemente una brava persona, che si rivelerà essere invece uno Yakuza che 
  ha preso di mira il ristorantino per costruirci un night club.
Nel quarto, infine, Kintaro perde la testa per una ragazza che è direttrice 
  di una piscina e campionessa olimpionica di nuoto (anche lei bona come il pane)(a 
  me piacciono molto le baguette.ndChar), e viene assunto dalla stessa come istruttore, peccato 
  che il nostro non sappia nuotare. Manco a dirlo il ragazzo impara in fretta 
  specie se di mezzo c’è una sfida… meglio non dire altro…&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/golden_boy/golden_boy_4.webp&quot; alt=&quot;Golden Boy (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Mi rendo conto che potrei sembrare terribilmente di parte ma considero Golden 
  Boy una delle serie di OAV migliori in assoluto: tecnicamente si presenta bene, 
  con degli sfondi ben colorati e un’ottima animazione dei personaggi, ma tutto 
  ciò passerà in secondo piano dopo il primo minuto: verrete travolti da una carica 
  esplosiva di umorismo e non smetterete di ridere finchè non spegnerete il videoregistratore. 
  E’ impossibile rimanere impassibili di fronte alle innumerevoli figuracce di 
  Kintaro, tanto più che anche io (e credo anche voi) mi sono ritrovato in situazioni 
  simili. Per non parlare poi delle costante presenza di avvenenti ragazze durante 
  tutto l’OAV (una su tutte la presidentessa), che da sole varrebbero l’acquisto 
  della cassetta. Un bel colpo per la Dynamic quindi, con un’ultima considerazione: 
  perchè nel nostro paese Egawa non è stato quasi completamente preso in considerazione? 
  A parte un’orribile versione pirata di “Be Free!” e la storia “Be Free Returns” 
  pubblicata su Erotikappa non si è visto nulla… Se a qualche lettore interesserebbe 
  leggere “Golden Boy” in italiano, ce lo faccia sapere, non è impossibile che…&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/golden_boy/golden_boy_5.webp&quot; alt=&quot;Golden Boy (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Due ultime note: nel primo OAV compare in un cameo Talulutokun e nel secondo 
  Yuka, protagonisti di altri manga di Egawa; lo zainetto del protagonista è uguale 
  a quello del nostro Goku, come dire: Tiphares fa tendenza anche negli anime.&lt;/p&gt;
</description>
        <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 00:00:00 +0100</pubDate>
        <link>https://www.tiphares.it/golden-boy/</link>
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        <category>TatsuyaEgawa</category>
        
        <category>GoldenBoy</category>
        
        
        <category>Anime</category>
        
        <category>Recensioni</category>
        
      </item>
    
      <item>
        <title>Astrobot</title>
        <description>&lt;p&gt;A dicembre dello scorso anno, durante la premiazione del “Gioco dell’anno” ai Video Game Awards, Nicolas Doucet, game director di Team Asobi, ha ammesso che Astrobot deve molto ad un gioco di piattaforme di un’azienda concorrente. Giapponese. Che sta a Kyoto. La cui mascotte è un idraulico. Italiano.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ora: in un mercato come quello dei videogiochi, dove reinventare la ruota può mandare un’azienda a gambe all’aria, ci sta che si copi dal compagno di classe più bravo. Quello che fa ridere (ma anche pensare) è che Sony, che in questo momento è di fatto monopolista incontrastata della sua fascia di mercato, decide di celebrare 30 anni della sua storia pubblicando un gioco che pesca a piene mani dai franchise più famosi di uno dei propri concorrenti. Eh sì, perchè oltre a saccheggiare i giochi dell’idraulico di cui sopra, in Astrobot ci sono elementi di gameplay che vengono diretti da Pikmin e Starfox.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;E qui finiscono i difetti. Per il resto Astrobot è un platform game con i controfiocchi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_1.jpg&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 1)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h1 id=&quot;narrazione-e-storia&quot;&gt;Narrazione e Storia&lt;/h1&gt;

&lt;p&gt;La trama di Astro Bot non è certo il cuore pulsante del gioco, ma la narrativa di base è comunque un ottimo strumento per contestualizzare il viaggio. Un ufo cattivone attacca l’astronave a forma di PS5 dove viaggiano Astro bot e i suoi amici robottini. L’astronave si rompe in 5 pezzi e i robottini vengono dispersi in altrettante galassie. Astrobot dovrà visitare le 5 galassie per recuperare i pezzi dell’astronave e i propri compagni, per poi ripararla e andare a prendere a calci nel deretano l’Ufo cafone. Siamo tutti d’accordo che non vincerà l’oscar per la sceneggiatura, ma anche sticazzi.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;I riferimenti alla cultura videoludica e alla storia di PlayStation sono ovviamente onnipresenti come nel giochino precedente (quello che avete trovato installato nella PS5 appena comprata), con numerosi easter egg che danno di gomito agli utenti Playstation di vecchia data.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_2.webp&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 2)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h1 id=&quot;grafica-e-atmosfera&quot;&gt;Grafica e Atmosfera&lt;/h1&gt;

&lt;p&gt;La grafica di Astro Bot per PS5 è sbalorditiva. L’ambientazione del gioco è caratterizzata da un mix di mondi coloratissimi e super dettagliati, che spaziano da ambientazioni naturali a paesaggi futuristici. Graficamente è il gioco che Nintendo farebbe se avesse più cavalli sotto la carrozzeria di Switch. Anche qui su certi design di personaggi, mondi e mostriciattoli l’influenza della casa di Kyoto è onnipresente.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_3.jpg&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 3)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h1 id=&quot;gameplay-innovazione-e-fluidità&quot;&gt;Gameplay: Innovazione e Fluidità&lt;/h1&gt;

&lt;p&gt;Nel recuperare la formula dei Mario 3D, si svincola dall’inerzia del sistema di controllo di Nintendo e predilige dei comandi dalla precisione millimetrica. Comandare il piccolo robottino a 60 fps ad altissima risoluzione è un’esperienza estremamente gratificante, impegnativo senza essere disonesto, con i checkpoint messi in punti sempre ottimali, per ripartire di corsa dopo una morte accidentale. Oltre alla classica corsa e salto, il protagonista può ora interagire con l’ambiente in modi più complessi, utilizzando speciali “abilità” che variano a seconda dei livelli. Alcuni mondi introducono piccoli dispositivi che il giocatore può controllare direttamente, come jetpack, guantoni o blocca tempo.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;C’è sicuramente un maggiore focus su esplorazione, risoluzione di puzzle e interazione ambientale. Bisognerà guardarsi bene in giro per non perdersi uscite dai livelli alternativi e robottini da salvare.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_4.jpg&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 4)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;La vera innovazione, come nel caso del precedente Astro’s Playroom, è l’uso del controller DualSense, che diventa uno strumento fondamentale per l’esperienza di gioco. I grilletti adattivi, ad esempio, offrono una risposta unica a seconda dell’azione in corso, mentre la tecnologia aptica del controller permette di “sentire” i vari tipi di superfici e interazioni: sabbia, neve, metallo e altro ancora.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_5.jpg&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 5)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h1 id=&quot;durata&quot;&gt;Durata&lt;/h1&gt;

&lt;p&gt;Astro Bot non è un gioco lungo, ma la durata è giusta per un platform di questa portata. Si aggira intorno alle 10-12 ore per completarlo, ma ci sono un sacco di segreti e di collezionabili, per cui non è escluso che vi venga voglia di ritornare sui livelli per trovare l’uscita segreta, recuperare quel robottino che vi manca o banalmente recuperare monete per sbloccare i gacha e le strutture nell’hub principale.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;img loading=&quot;lazy&quot; decoding=&quot;async&quot; src=&quot;/assets/images/reviews/astrobot/astrobot_6.jpg&quot; alt=&quot;Astrobot (immagine 6)&quot; /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;h1 id=&quot;conclusioni&quot;&gt;Conclusioni&lt;/h1&gt;

&lt;p&gt;Astro Bot per PS5 è un ottimo platform moderno, capace di combinare innovazione tecnica con un gameplay solido e divertente. Sfrutta ottimamente il Dual Sense ed è sicuramente un gioco da avere, a maggior ragione se a casa non avete una console Nintendo. E non è assolutamente un gioco per bambini: oltre a raggiungere picchi di difficoltà da pro gamer, ci sono citazioni che solo chi è cresciuto a pane e plaistescion 1 capirà. Certo è che per festeggiare i 30 anni, Sony poteva scegliere un modo un po’ più originale, ma facciamo che ci accontentiamo.&lt;/p&gt;
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        <pubDate>Mon, 03 Mar 2025 00:00:00 +0100</pubDate>
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        <category>Sony</category>
        
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